
In breve
- La parte anteriore e quella posteriore sono progettate per deformarsi.
- Deformandosi allungano la durata dell’urto e riducono le forze su chi è a bordo.
- L’abitacolo invece è rigido: il suo compito è restare intero.
Un’auto che non si piega scarica l’urto su di te
Per molto tempo si è pensato che un’auto sicura fosse un’auto dura. Il problema è che in un urto qualcosa deve fermarsi, e la differenza la fa il tempo in cui succede.
Se la carrozzeria non cede, l’auto si ferma quasi all’istante e la decelerazione arriva tutta sui passeggeri. Se invece la lamiera si accartoccia in modo controllato, la fermata dura di più e le forze in gioco si abbassano.
La lamiera che si piega è energia che non arriva a te.
La prova più famosa: 1959 contro 2009
Nel 2009 l’istituto americano per la sicurezza stradale IIHS ha fatto scontrare frontalmente una Chevrolet Bel Air del 1959 e una Chevrolet Malibu del 2009. L’auto vecchia sembra più robusta, ma è il suo abitacolo a cedere; quella nuova si accartoccia davanti e protegge chi sta dentro. Secondo l’IIHS, in un incidente reale simile chi viaggia sull’auto moderna se la caverebbe molto meglio.
Due zone, due compiti
Davanti e dietro ci sono le zone di deformazione: longheroni, traverse e pannelli pensati per piegarsi in punti precisi. Al centro c’è la cellula dell’abitacolo, costruita con acciai più resistenti perché non si deformi.
Due zone, due compiti: cedere davanti e dietro, resistere al centro
Perché allora ripararla costa tanto
Un pezzo progettato per deformarsi lo fa una volta sola: dopo l’urto va sostituito, non raddrizzato. Per questo un incidente che sembra lieve può coinvolgere traverse, assorbitori e sensori nascosti dietro il paraurti.
Vuoi sapere se, nel tuo caso, conviene ancora riparare? Prova lo strumento Riparare o demolire.


