
In breve
- Più il chicco è grande, più arriva veloce e più energia scarica sulla lamiera.
- Cofano, tetto e bagagliaio prendono i colpi peggiori perché sono orizzontali.
- Se la vernice è intatta, spesso si ripara senza riverniciare.
Un piccolo proiettile di ghiaccio
Un chicco di grandine cade finché l’aria non lo frena abbastanza da fargli raggiungere una velocità costante. Più è grande e pesante, più quella velocità è alta: per questo i chicchi grossi non fanno solo più danni, ne fanno molti di più.
Tutta l’energia si concentra in un punto minuscolo, per una frazione di secondo. La lamiera di un’auto è sottile e pensata per essere leggera: non si rompe, ma si piega verso l’interno e resta piegata. Ogni chicco lascia il suo bollo.
Perché il tetto e il cofano
Le superfici orizzontali ricevono i chicchi di fronte, con tutta la loro forza. Fiancate e portiere li prendono di striscio, e spesso se la cavano. Per questo dopo una grandinata il danno si concentra su cofano, tetto e bagagliaio, e sui vetri.
Pochi grammi di ghiaccio, moltiplicati per centinaia di colpi, fanno un preventivo da migliaia di euro.
Come si ripara
Se la vernice non si è rovinata, si usa la tecnica senza verniciatura: con attrezzi speciali il tecnico spinge la lamiera dall’interno fino a farla tornare in forma. Il costo parte da circa 50 euro per bollo e sale in fretta quando i bolli sono tanti.
Se la vernice si è crepata, serve la carrozzeria tradizionale: stuccatura e riverniciatura, perché il metallo scoperto si arrugginisce. Si va da qualche centinaio di euro per pochi bolli a diverse migliaia nei casi gravi, quando ci sono anche vetri, plastiche o sensori da sostituire. Se si cambia il parabrezza con le telecamere dei sistemi di assistenza alla guida, vanno anche ricalibrate.
Chi paga
L’RC auto non copre la grandine: serve una garanzia aggiuntiva per gli eventi atmosferici, che spesso prevede uno scoperto, di solito tra il 5% e il 10%. Prima di riparare conviene controllare la polizza e far stimare il danno.


